006 L’arte dello sflop: ritrovare la calma osservando i conigli (Dalla velocità di Milano al pavimento della tana)

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    Ciao Bunnylover 💚

    Le mie giornate milanesi hanno spesso un ritmo capace di precedermi.

    Appuntamenti, progetti, telefonate, messaggi, decisioni da prendere. Anche quando rientro a casa, una parte della mia testa continua a spostarsi da una cosa all’altra, come se la giornata avesse lasciato aperte troppe finestre.

    Poi torno a casa dalle mie microbelve.

    Isotta dorme completamente spacciata a terra. Leda rosicchia allegramente una foglia di catalogna con una concentrazione tipicamente lapina. Ercole e Emma riposano vicini, perfettamente accordati nella postura e nel ritmo delicato del respiro. E poi basta quel rumore che attira la loro attenzione e mi offrono una compilation di espressioni così buffe che non posso fare a meno di sorridere.

    E mentre loro proseguono con naturezza la propria vita, quello che osservo modifica la mia.

    Quei piccoli momenti privi di qualunque spettacolarità mi aiutano a ritrovare la calma. Per qualche minuto la complessità della giornata perde volume e torno a percepire la bellezza di ciò che ho davanti agli occhi.

    Pensando a questo articolo, ho cercato un riferimento capace di offrirmi un punto di vista più ampio. Nutro un interesse personale per le pratiche del Buddhismo Zen Soto che parlano di presenza, postura, attenzione e azioni quotidiane.

    Il collegamento richiede una premessa importante: i miei conigli seguono la propria natura e ignorano del tutto le mie riflessioni filosofiche tipicamente umane. Sono io, osservandoli, a riconoscere alcuni principi che possono aiutarmi a guardare la mia vita con maggiore chiarezza.

    1. L'arte dello Sflop: quando il corpo si sente al sicuro

    Qualunque Bunnylover che vive con un coniglio conosce bene lo sflop.

    Un attimo prima è seduto, vigile e composto. Un istante dopo si lascia cadere su un fianco con un gesto improvviso, quasi teatrale. La prima volta, generalmente, l’umano smette di respirare. Poi impara a riconoscere quella posizione e la paura lascia spazio alla meraviglia.

    Lo sflop racconta un corpo che, in quel momento, può ridurre la vigilanza e concedersi il riposo.

    Ogni volta che lo osservo mi accorgo di quanto spesso noi umani facciamo il contrario: ci sediamo continuando a correre con la mente, andiamo a letto portandoci dietro la giornata, trasformiamo perfino il riposo in un’attività da eseguire bene.

    Nello Zen Soto, la pratica dello zazen parte dal corpo: si assume una postura precisa, si regola il respiro e si lascia che anche la mente trovi una condizione più stabile. Corpo, respiro e attenzione vengono considerati insieme. Lo zazen mantiene una finalità religiosa e spirituale molto più ampia del semplice rilassamento; il suo punto di partenza corporeo offre comunque uno spunto comprensibile anche a chi osserva questa tradizione dall’esterno.

    Il parallelismo che propongo riguarda proprio questo: prima di chiedere alla mente di fermarsi, possiamo accorgerci del corpo.

    Io lo faccio sedendomi sul pavimento. Appoggio la schiena, abbasso le spalle e resto qualche minuto nella stessa stanza dei miei conigli. A volte uno di loro si avvicina. Altre volte continuano tutti ad ignorarmi, con quella serenità lievemente irritante di chi sembra avere già capito tutto.

    La giornata rimane complessa. Il corpo, però, riceve finalmente il permesso di rallentare.

    2. Il valore dello stare senza ottenere

    Sedermi a terra è uno dei gesti che più hanno trasformato il mio rapporto con i conigli.

    All’inizio, come molti umani innamorati, desideravo una risposta: un avvicinamento, una leccatina, una testa abbassata in attesa di carezze. Con il tempo ho imparato che la relazione acquista profondità anche nei momenti in cui apparentemente accade pochissimo.

    Posso restare accanto a loro senza chiamarli, senza allungare subito una mano e senza cercare una conferma. Il coniglio conserva la libertà di scegliere la distanza.

    Questo mi ha fatto pensare allo shikantaza, espressione centrale dello Zen Soto che viene generalmente tradotta con “semplicemente sedere” o “solo essere seduti”. Nella pratica Soto, lo zazen non viene trattato come uno strumento per ottenere rapidamente un beneficio separato: il sedere con attenzione costituisce già la pratica.

    Naturalmente, stare sul pavimento insieme a un coniglio non equivale a praticare lo shikantaza. Il collegamento è una mia proposta interpretativa e riguarda l’atteggiamento: dedicare tempo a una presenza che non chiede immediatamente un risultato.

    Questa possibilità mi sembra preziosa anche nei rapporti umani.

    Gran parte della nostra quotidianità è organizzata intorno agli esiti: rispondiamo per ricevere una risposta, parliamo per essere compresi, ci prendiamo cura aspettandoci che il nostro gesto venga riconosciuto. Persino i momenti di riposo devono spesso renderci più efficienti dopo.

    I conigli mi permettono di sperimentare un’altra qualità della relazione.

    Mi siedo. Li guardo. Qualcuno arriva, qualcuno resta lontano. Il tempo condiviso mantiene comunque il proprio valore.

    La calma nasce anche da qui: dalla libertà di stare accanto a qualcuno senza trasformare ogni momento in una verifica del legame.

    3. Ascoltare il silenzio

    La vita con i conigli è piena di suoni delicatissimi.

    Il fieno che si sposta. Una zampa che cambia posizione sul tappeto. Il rumore secco di una foglia croccante. Il respiro di due corpi vicini. Il lieve sfregamento dei denti di un coniglio rilassato.

    Sono suoni che raramente conquistano l’attenzione. Occorre offrirgliela.

    Le giornate veloci ci allenano soprattutto a reagire a ciò che interrompe, lampeggia, suona o richiede una risposta. I conigli comunicano spesso attraverso variazioni minime: una postura leggermente diversa, un orecchio orientato altrove, una distanza scelta con precisione.

    Vivere con loro ha affinato il mio desiderio di osservare.

    Nella filosofia Zen, l’attenzione viene riportata all’esperienza concreta del presente: al corpo, al respiro, alle azioni e alle cose che si manifestano qui e ora. Questa attenzione appartiene a un percorso spirituale definito; possiamo però riconoscere il valore umano di un rapporto meno distratto con ciò che accade davanti a noi.

    Il parallelismo, ancora una volta, parte da una scena molto semplice.

    A volte mi siedo sulla soglia del giardino. Dopo qualche minuto i suoni della Bunnyhome, iniziano a emergere. Bel frattempo resto incantata ad osservare: il geco che si arrampica sul muro e poi si nasconde dietro alle foglie del gelsomino, un merlo che scava alla ricerca del verdetto da portare al nido, i pelosi che si incrociano in rituale perfetto di definizione degli spazi individuali... Mina la cagnolina che attira l'attenzione, un venticello piacevole che accarezza le foglie del melograno.

    La quiete della vita con i conigli, un ecosistema ricco di stimoli naturali, contiene meraviglia, ma anche comicità. È proprio questo a renderla reale e incantevole.

    Ascoltare il silenzio significa per me recuperare una qualità di attenzione che durante il giorno disperdo facilmente. Significa lasciare che ciò che è lieve abbia abbastanza spazio per raggiungermi. E vi garantisco che il silenzio è straordinariamente ricco quando lo si sta ad ascoltare con attenzione.

    4. Due specie, due rituali, lo stesso tempo

    Uno dei momenti che amo di più arriva quando preparo qualcosa da mangiare e, contemporaneamente, distribuisco ai conigli le loro verdure.

    Ognuno conosce perfettamente il rumore che annuncia il momento della pappa (e poi comunque sono bravissimi ad attivare il timer interno e ci mettono un nano secondo a richiamare la mia attenzione in attesa del cibo).

    In pochi secondi la calma contemplativa lascia posto a un’organizzazione degna di una trattativa internazionale: orecchie dritte, corpi pronti, posizioni strategiche e quella particolare espressione che sembra ricordarmi quanto tempo sia trascorso dall’ultimo pasto, anche quando sono passati pochi minuti.

    Poi arriva il primo morso.

    La gioia che provano davanti a una foglia fresca e croccante mi colpisce ogni volta. Tutta la loro attenzione sembra raccogliersi in quel gesto. Io, invece spesso, mi lascio attraversare dalle cose piacevoli pensando già a ciò che viene dopo.

    Nella tradizione Soto Zen, Dōgen dedicò grande attenzione anche alle attività ordinarie. Preparare e ricevere il cibo può diventare parte della pratica, attraverso gesti accurati, consapevolezza e rispetto per ciò che sostiene la vita. L’oryoki, il rituale dei pasti nei monasteri Zen, appartiene a un contesto religioso preciso e segue forme codificate; ridurlo a un generico “mangiare lentamente” ne impoverirebbe il significato.

    Il collegamento utile in questo contesto resta circoscritto: anche un gesto quotidiano se riceve piena attenzione si arricchisce di valore.

    Io preparo il mio pasto. Loro ricevono il proprio, secondo bisogni differenti. Due specie condividono lo stesso momento (e le stesse verdure ;-) senza dover fare la stessa cosa. Per qualche minuto ascolto il rumore delle foglie, osservo la loro soddisfazione e provo a rimanere lì anch’io, invece di usare quel tempo per controllare un messaggio.

    La semplicità acquista valore quando riusciamo davvero a sentirne l'appagante consistenza.

    ciotola per conigli

    5. Dalla velocità di Milano al pavimento della tana è un attimo...

    I miei conigli mi aiutano a ritrovare la calma attraverso ciò che mi offrono ogni giorno: la gioia limpida davanti al cibo preferito, l’armonia della loro vita insieme, la bellezza dei corpi rilassati e quelle espressioni buffe che sembrano uscite dalla matita del più dotato degli illustratori.

    Sono esperienze così piccole, offerte con generosità e senza pretese.

    A Milano, la città in cui vivo, ma ritengo a ragion veduta non solo lì, la velocità può diventare una condizione mentale. Il corpo torna a casa, mentre il pensiero continua a spostarsi tra ciò che è accaduto e quello che dovrà succedere. In quei momenti il pavimento della tana diventa il punto in cui ritrovo la misura delle cose accessibili.

    Mi siedo. Guardo. Ascolto.

    Poco alla volta torno presente.

    Ci tengo a dirlo. Lo Zen possiede una storia, una disciplina e una profondità che meritano rispetto. Questo articolo raccoglie soltanto alcuni spunti pertinentiche ho usato come lente per osservare la mia esperienza quotidiana. Il riferimento più utile, per me, resta la possibilità di portare attenzione nel corpo, nelle relazioni e nei gesti ordinari, lasciando per qualche momento in secondo piano la ricerca continua di un risultato.

    I conigli continuano a fare ciò che hanno sempre fatto.

    Sono io a imparare a guardarlo con l'attenzione che merita.

    Due letture per continuare

    Se posso darti un con(s)iglio — Esther Burton

    Il mio manuale di convivenza Human&Bunny nasce da oltre quindici anni trascorsi accanto a una colonia di conigli. Raccoglie osservazioni, errori, soluzioni e piccoli momenti quotidiani attraverso i quali ho imparato a conoscere meglio la loro natura e la responsabilità della nostra scelta.

    Mente Zen, mente di principiante — Shunryu Suzuki

    Un testo accessibile per avvicinarsi allo Zen Soto attraverso gli insegnamenti di Shunryu Suzuki. Offre un primo contatto con postura, pratica e atteggiamento mentale, mantenendo la profondità della tradizione e richiedendo una lettura attenta, lontana dalle formule motivazionali.

     

    Quale gesto semplice, nella tua vita con il tuo coniglio, riesce a riportarti alla calma?

    Se questo modo di osservare la relazione Human&Bunny ti somiglia, puoi continuare il viaggio tra le pagine di Se posso darti un con(s)iglio.

    Per approfondire i riferimenti allo Zen

    • Sotozen.com, approfondimenti sull’oryoki e sul rapporto tra preparazione del cibo e pratica nella tradizione di Dōgen.
    • Stanford Encyclopedia of Philosophy, Japanese Zen Buddhist Philosophy.
    • Shunryu Suzuki, Mente Zen, mente di principiante.
    • Soto Zen Buddhism International Center, materiali introduttivi sullo zazen, lo shikantaza e la pratica quotidiana.

     

    Esther Burton. 515grammi. Human&Bunny life gets better together.  

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